domenica 19 marzo 2017

Musica nera, di Leonardo Gori




La Versilia «noir» di Leonardo Gori
fra delitti e cinismo





Temi civili e politici si intrecciano in un poliziesco mozzafiato




Ancora un thriller di Leonardo Gori, un autore molto amato dai cultori del genere. «Musica nera» (Tea, pp. 349, 14 euro, con una «Coda» di Marco Vichi) ci porta in Versilia, anno 1967. Mentre lo scenario internazionale è dominato dalla Guerra Fredda e dall’escalation americana in Vietnam, l’Italia si gode i frutti della ripresa economica. Il benessere non è più un sogno irrealizzabile, gli anni della fame e del fascismo sono solo un brutto, lontano ricordo. La 500 e le vacanze al mare sono ormai alla portata di quasi tutti. Nei juke-box impazzano Rocky Roberts, Gianni Morandi e Caterina Caselli.Eppure, lungo il litorale turistico di Viareggio, qualcuno sembra molto distante da questo clima di euforia collettiva. Si tratta di un gruppo di donne in nero che, sul pontile del Cinquale, si ritrova ogni sera per guardare il mare senza sosta, e lo scrutano silenti, misteriose. La stranezza non passa inosservata agli occhi del colonnello dei Carabinieri Bruno Arcieri, venuto al funerale di un vecchio amico, un ufficiale della Marina militare, morto per un’apparente disgrazia in un fosso inquinato, pieno di schiuma. Ma sarà il jazz della sua giovinezza, suonato dalla misteriosa tromba di un musicista che è come emerso dall’abisso del tempo, a condurlo a una trappola mortale a cui sfugge in modo inspiegabile. Gli appassionati dei gialli di Gori, che già hanno apprezzato «L’angelo del fango» (Premio Scerbanenco 2005), solo per citare il capostipite della serie, non si stupiranno per la sagacia di questo detective sui generis, che pure, nonostante il suo proverbiale intuito, fuorviato dal jazz della sua giovinezza, sta per cadere, come dicevamo, in un trabocchetto assassino. Proprio per prenderne reale consapevolezza e scoprire la radice di plurimi omicidi insoluti – una famiglia ebrea massacrata nel 1944, un faccendiere segreto legato ai servizi di Salò, l’equipaggio di un sommergibile colato a picco nel Tirreno – Arcieri condurrà un’indagine privata destinata a fare luce su un’intricata matassa di trame eversive e di interessi personali di efferato cinismo. Ma non è finita qui, perché la sorpresa delle sorprese sarà proprio nell’epilogo del ben congegnato romanzo. L’autore, da sempre è maestro nell’intrecciare temi civili e politici che ancora condizionano la vita d’oggi, plasmandoli in un poliziesco mozzafiato, giocoliere della vera Storia, frammista a quella inventata, dove vero e verosimile si rincorrono, facendoci correre a nostra volta, nella curiosità della lettura. In buona sostanza, potremmo dire, che dalla lettura di questo giallo, fuori dai canoni consueti, traiamo l’impressione di aver viaggiato nella memoria di una generazione che ha ricostruito l’Italia a favore di tutti, ma per il vantaggio di pochi. Si resta impressionati, leggendo questo labirintico noir sociale, dalla capacità di Gori di dosare con preciso acume i vari ingredienti che fanno di un romanzo del genere non solo una trama che si legge premuti dalla curiosità di scoprire il colpevole, ma anche una spinta alla riflessione. E il detective d’eccezione, Bruno Arcieri, inchiesta dopo inchiesta, attraversando i decenni più aggrovigliati del Novecento italiano, ci offre, nel ciclo di romanzi dell’autore, un ritratto vivido e stigmatizzante della realtà in cui viviamo.


Grazia Giordani




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