giovedì 28 febbraio 2013

L’ultimo viaggio di Ofelia, di Renzo Montagnoli


Fu un destino crudele.

 


                                                                  Foto da web
                                                              

 

L’ultimo viaggio di Ofelia

di Renzo Montagnoli

 

 

 

Ora ha pace il tuo dolore

mentre il fiume lento

ti culla nella corrente

e t’accompagna

al mare dell’eterno sonno.

S’inchinano al tuo passaggio

i verdi salici

e le loro son lacrime

di rugiada lucenti

al primo sole del mattino.

Le ninfee son le corolle

dei tuoi desideri mai realizzati

e lente si schiudono

quando il tuo corpo lieve

le sfiora come una carezza

a un mondo che hai lasciato.

Laggiù c’è il mare

e i delfini t’accoglieranno

i dorsi inarcati ti solleveranno

affinchè i pietosi dei

ti portino su nel cielo.

Là, fra le infinite praterie

troverai l’oblio d’ogni cosa

la pace che tanto ti è mancata.

 

Un albatro sorvola le onde spumose

e silenzioso piange

una fanciulla che conobbe un po’ d’amore

ma anche tanto

tanto dolore

da portarla alla follia.

 

 

Da La pietà

 

 

La colonna sonora è quella di un film stupendo (The ladies in Lavender) e il violino solista è quello accarezzato dalle magiche mani di Joshua Bell:


 

 

 

 

7 commenti:

  1. commoventi versi...
    bellissima musica.

    RispondiElimina
  2. Versi dolci che risvegliano il rimpianto dei tempi di gioventù, dove l'amore era ancora poesia e suggestione miracolosa.
    Lorenzo

    RispondiElimina
  3. Bella!
    Il personaggio di Ofelia è sempre affascinante, pur nella sua tragicità.

    RispondiElimina
  4. Direi un' elegia per Ofelia; un compianto reso dolce e delicato dall' ariosità della natura: fiume, ninfee, salici, mare, delfini, albatro.

    franca

    RispondiElimina
  5. Un poesia molto bella, dolce e delicata. Una carezza che accompagna Ofelia nel suo ultimo viaggio.
    Un caro saluto Gaetano.

    RispondiElimina
  6. Tenero e malinconico questo tuo omaggio ad Ofelia, la tristezza del suo ultimo viaggio stemperata, in qualche modo, dalla bellezza della natura che la circonda e che sembra voler rendere più leggero il suo passaggio ad altre "praterie".
    Un testo bello e coinvolgente.

    Piera

    RispondiElimina
  7. caro renzo invito te e i tuoi lettori a visitare questo nuovo blog.
    complimenti e cari saluti
    margaret

    http://collanadiparole.wordpress.com/

    RispondiElimina